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In hac die tam decora

 


Anno del Signore 1735

2 dicembre


Sì, in hac die tam decora, in questo giorno tanta bellezza. Raimondo di Sangro e Carlotta Caetani dell'Aquila d'Aragona celebreranno le loro nozze. Qualche suono disordinato e poi ecco, l'orchestra cominciava a provare per il grande evento di qualche ora più tardi. Un dicembre gelido abbracciava la residenza principesca di Torremaggiore e Raimondo leggeva lo spartito del preludio, composto per lui dalla nuova promessa della musica e del teatro napoletano, il marchigiano Giovan Battista Pergolesi. Si metteva in scena "Il tempo felice" di Giuseppantonio Macri.

Si erano conosciuti a casa del principe Colonna di Stigliano e il Sansevero aveva trovato il modo di convincerlo a comporre la serenata che avrebbe preceduto il dramma da inscenare alle sue nozze. 


Pergolesi cominciò subito a scrivere, in quei giorni il suo petto era squassato dai colpi di tosse. Note d'amore che avrebbero al suo orecchio echeggiato la voce argentina di Giulia, la donna di cui si era innamorato. Pensava dunque che certi matrimoni fossero più semplici di altri che faticano a compiersi. Lui infatti non era un nobile, mentre Giulia era la figlia del Barone Spinelli di Fuscaldo e dire che era riuscito, il giovane e affascinante maestro, a stento a sfiorare le dolci carni delle sue dita, mentre le impartiva le lezioni di musica. Erano pomeriggi caldi, illuminati dalla luce dorata e incantevole della primavera napoletana che irrompeva dalla finestra del palazzo della strada di Costantinopoli. Era quello un tempo felice.

La bella Giulia non aveva dubbi. Sarebbe andata contro tutto e tutti pur di sposare il Pergolesi. Doveva essere lui o nessun altro.

Che le donne spesso si creino dell'uomo di cui si invaghiscono un'immagine in parte di propria invenzione è un fatto ricorrente, e così anche lei non lo aveva riconosciuto nella sua intemperanza virile. Sì, proprio quella smania di maschio voglioso che lo aveva spesso trascinato a nutrire la sua fame nei bordelli di Rua Catalana. Luoghi che il giovane compositore ben conosceva, per essere stato uno dei più acclamati artisti ingaggiati dal massimo teatro cittadino, il San Bartolomeo, che si trovava a pochi passi da quel groviglio di vicoli e fondaci di boccaccesca memoria, dove ladri, malviventi e procaci donzelle esercitavano i mestieri più ambigui. Sicchè la nobile Giulia, infranto il suo sogno d'amore nei vicoli laidi del Malpertugio, si era dovuta arrestare, innanzi al fatto che c'era un'unica strada da percorrere ormai: cambiare sposo. E sceglierne uno che di certo non l'avrebbe delusa mai. Ma alle sue nozze dovrà venirci anche Giovan Battista, eccome se vi prenderà parte!

E il giorno viene, Giulia incede fasciata di bende candide nella lunga navata di Santa Chiara, ogni passo è scandito da un gruppo di note composte per lei da Pergolesi, ingaggiato per celebrare la sua cerimonia di monacazione.

Si vive poco, meno di quanto vorremmo, e l'11 marzo seguente le campane di Santa Chiara suonano a morto, per ricordare la scomparsa della giovane suor Giulia Spinelli. Ancora una volta, l'ultima, la musica del suo amato la accompagna in un dolente addio.


Eccola allora, l'eco della risata di Giulia si insinuava nella musica che stava scrivendo per Raimondo di Sangro, si intrecciava ostinata e dolorosa al destino di due sposi che loro non sarebbero mai stati. Quell'inverno era gelido. Ed era arrivato per cancellare anche il ricordo della primavera che li aveva avvinti e separati. 

Pergolesi comincia a peggiorare velocemente. Lascia l'opera a metà e si rifugia a Pozzuoli dai Padri Cappuccini per curarsi. Ma la tisi non gli lascia scampo, solo il tempo di osservare i paesaggi flegrei trascorrere fuori dalla sua finestra, assieme alle ventose e rigurgitanti giornate piene delle note dell'opera che doveva assolutamente terminare, lo Stabat Mater.

Si dice che l'ultima nota dello Stabat fu vergata l'11 marzo, giusto a un anno dalla morte di Giulia.

Pochi giorni dopo, all'età di ventisei anni, Pergolesi si spense, forse pensando al suo breve tempo felice.


#StabatMater #Chiesa dei #Pellegrini #18aprile

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